Il MIM, come riferito ai sindacati in sede di informativa, si appresta a emanare un Decreto che prevede un nuovo ciclo di percorsi straordinari per acquisire la specializzazione sul sostegno, affidati a INDIRE o alle università che risponderanno a uno specifico “avviso” del Ministero.
Il nuovo ciclo, dopo quello attivato l’estate scorsa e in fase di conclusione in questi giorni, è stato previsto dal Decreto legge 127/2025 che apporta alcune modifiche al precedente Decreto legge 71/2024.
Per l’accesso ai percorsi di cui all’ articolo 6 del D.L 71 (tre anni di servizio su sostegno), occorrerà essere in possesso di un triennio di supplenze su sostegno negli ultimi 8 anni fino al 31 agosto 2025.
Per l’accesso ai percorsi di cui all’articolo 7 del d.L 71 (titoli in attesa di riconoscimento), occorrerà essere in possesso di un titolo sul sostegno conseguito all’estero per il quale sia stato richiesto il riconoscimento entro il 24 dicembre 2024 .
In sostanza, di tratta di un ampliamento della platea dei possibili aspiranti ai percorsi riservati che porta alla previsione di un fabbisogno di oltre 60.000 specializzati. Nel primo turno di percorsi, a fronte di un fabbisogno di oltre 50.000 specializzati, gli iscritti sono stati 13.137.
La CISL Scuola ha richiesto, ottenendo rassicurazioni al riguardo, che quanti si sono iscritti al primo turno dei percorsi e non sono stati ammessi per mancanza di disponibilità da parte di INDIRE o dell’Università prescelta, abbiano la precedenza nell’accedere ai nuovi percorsi formativi.
Dopo la pubblicazione del Decreto, che dovrà avvenire di concerto con il Ministro dell’Università e Ricerca, sarà emanato l’avviso al fine di raccogliere l’offerta di percorsi che potranno essere attivati. Successivamente si apriranno i termini per le domande di partecipazione.
La CISL Scuola ha invitato il ministero a procedere con sollecitudine all’esame dei titoli conseguiti all’estero per il cui riconoscimento non sono decorsi i termini di legge, al fine di non determinare ulteriori situazioni di ritardo che alimentino nuove richieste di percorsi per sanare il contenzioso.
Ha richiamato inoltre l’attenzione sulle differenze che si riscontrano fra le diverse aree territoriali rispetto al fabbisogno di docenti specializzati, con evidente squilibrio fra ordini di scuola, in alcuni dei quali la carenza di specializzati non sembra essere risolta nemmeno dall’attivazione dei percorsi straordinari.
Serve pertanto concludere questa fase “emergenziale” puntando a garantire percorsi di qualità, con priorità dove è più forte il fabbisogno e dove, in assenza di adeguata risposta da parte delle Università, si utilizzino le competenze maturate dalle scuole in anni e anni di progettualità sull’inclusione.

